Buongiorno Comete,
finalmente il weekend sta arrivando ed io ho deciso di salutarvi con questa Spiacevole Pillolina di Sapere.

Ormai tutti conosciamo il Black Friday, per scene come questa:

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Tutti all’arrembaggio!

oppure come questa:

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Sane scazzottate!

Scene da far venire i brividi ma che purtroppo succedono, specialmente in America.
In Italia questa “tradizione” è sentita poco, ma comunque ogni anno l’ultimo venerdì di novembre veniamo bombardati sempre di più da pubblicità e promozione per il Black Friday.

Analizziamo un attimino la situazione: cos’è il Black Friday?
Il Black Friday negli Stati Uniti è il giorno successivo al Giorno del Ringraziamento e in questa giornata si “festeggia” l’inizio dello Shopping Natalizio.
Dal punto di vista “commerciale”, il Black Friday rappresenta una grandissima occasione per vendere, non a caso il termine è stato coniato dai commercianti per indicare un periodo in cui si passava dall’essere in rosso (perdite) ad un periodo di grandi vendite (guadagni); infatti è dal giorno dopo del Black Friday che incomincia quel periodo in cui le aziende guadagnano di più: Natale.

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Certo che sti americani prendono proprio sul serio il Natale!

Cosa si traduce tutto ciò? Si traduce in supermegaiperscontoni da parte di aziende e negozi!


Questi sopra sono chiari esempi di pubblicità fatte da aziende e dai loro relativi siti web!

Ma il Black Friday non è solo un momento di gioia per maxiscontoni fatti dalle aziende del nostro cuore; negli anni è diventato sinonimo di sciopero, ovvero un’occasione per denunciare condizioni di lavoro poco consone ed idonee.


Uno dei casi più eclatanti è Wal-Mart, colosso multinazionale nella grande distribuzione organizzata, conosciuto per lo più negli Stati Uniti!
Negli ultimi anni Wal-Mart è stata al centro di scandali ma soprattutto di grandi scioperi proclamati durante il Black Friday e durante il periodo più succoso dell’anno, ovvero il periodo natalizio. Busta paga inferiore agli standard, mancanza di rispetto per i dipendenti, condizioni di lavoro disumane hanno fatto si che i dipendenti incrociassero le braccia proprio nel giorno più importante dell’anno.

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“Ma tipo così Cometa?” Non proprio 🙂

Questo cos’ha significato per Wal-Mart? Principalmente due cose: perdite nel breve periodo e perdita di reputazione da parte dei consumatori ignari delle condizioni lavorative dei dipendenti Wal-Mart. Quindi possiamo dire che le conseguenze sono due: economiche e d’immagine.

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La perdita economica è quella che si può dire scontata perché se non vendi nel giorno in cui avvengono, di solito, il boom di vendite, probabilmente alla fine dell’anno ciò impatterà sul tuo bilancio; ma la perdita d’immagine è un qualcosa che si mette tanto a creare ma pochissimo a distruggere.

Come si lavora sull’immagine?Tramite la comunicazione. 
Perché negli anni Wal-Mart aveva promesso attenzione verso il cliente e cura nelle relazione tra dipendente e consumatore; ma con il passare degli anni i dirigenti di Wal-Mart hanno tralasciato l’aspetto che se i dipendenti sono insoddisfatti, questa situazione sarebbe rimbalzata sulla relazione consumatore-dipendente-WalMart.
Quindi possiamo dire che Wal-Mart ha mancato di COERENZA.

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Ma un altro esempio si affianca a questo di Wal-Mart; è un colosso dell’e-commerce ormai presente in tutto il mondo: Amazon.

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Amazon sta spopolando negli ultimi anni con il suo servizio Prime e la sua velocità nelle consegne, il dash button, i servizi come Amazon Video e tanto altro.
Amazon dà tanto lavoro non solo in Europa ed in tutto il mondo, ma anche in Italia dove si conta che le assunzioni aumentino sempre con il passare degli anni.

Anche Amazon è sempre presente durante il Black Friday, ma anche nelle settimana che lo precede ed il lunedì seguente con il Cyber Monday. E noi consumatori non possiamo far altro che aspettare di vederci spuntare qualche prodotto scontato a prezzi economici!
Insomma chi non ama Amazon?!

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Amore immenso per Amazon e per i suoi pacchi 😉

Purtroppo Amazon non è solo questo: è stato anni fa al centro di alcuni scandali, anch’essi legati alle condizioni di lavoro non idonee, salari bassi e quant’altro in paesi come Germania o UK dove i dipendenti hanno incrociato le braccia durante le festività natalizie per protestare i loro disagi. Ma quest’anno lo sciopero è più vicino di quanto ci aspettassimo, perché avverrà allo stabilimento di Piacenza dove alcuni dipendenti a tempo indeterminato sciopereranno durante il Black Friday.

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Sciopero in Germania negli anni passati.

Tutto questo cosa significa per il nostro amato Amazon?
Perdita economica e perdita d’immagine, nonché di reputazione.
Così come il caso Wal-Mart anche Amazon ha fatto un grosso errore, non ha comunicato con i propri dipendenti e così facendo le perdite saranno piuttosto gravose.
Ma soprattutto ciò che non ha fatto Amazon, così come Wal-Mart, è stato quello di non essere COERENTE nella comunicazione e nelle scelte strategiche.

COERENZA: termine amato dalla Comunicazione. Perché per Comunicazione non si intende solo quella esterna, ovvero quella rivolta a consumatori, fornitori, intermediari; ma è di fondamentale importanza anche la comunicazione interna all’impresa.

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Dipendenti soddisfatti lavorano meglio ed instaurano un miglior rapporto con i consumatori, i quali saranno sempre più soddisfatti.

Con questo è tutto, Comete!
Spero che l’articolo vi sia piaciuto e vi auguro un buon Venerdì Nero a tutti: non fate troppi acquisti!

La Cometa di Harley

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Posted by:lacometadiharley

2 replies on “Venerdì nero anche per Amazon.

    1. Hahahahahah neanche io ho fatto spese pazze ahahahha in realtà si è quasi sempre a favore di uno sciopero, però dal punto di vista aziendale un giorno di sciopero può rovinare una reputazione ed i fatturati 😅😅 Amazon investi in comunicazione interna e risorse umane!!

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