Buongiorno Comete,
siamo a metà settimana e forse la stanchezza inizia a farsi sentire; ma noi siamo giovincelli quindi fottesega la stanchezza. La notte leoni…

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…e la mattina sui quadernoni!

Okay la smetto, la smetto!

Finalmente oggi ritorna la famosa rubrica: Appuntamento con il Marketing, dopo un mese circa di astinenza, ecco che riparto alla carica. E con quale argomento?
Un argomento che avete già potuto apprezzare: ABC DEL MARKETING.
L’ABC del Marketing è nato dal fatto che in questa materia i termini ed i concetti più “spicci” sono importantissimi e bisogna conoscerli; se vi siete persi il primo appuntamento, cliccate proprio QUI e verrete fiondati direttamente alla Parte I di questo argomento!

 

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Sono proprio gasataaa! 🙂

Allora, la scorsa volta avevamo interrotto il nostro escursus di parole alla lettera H quindi direi che proseguiamo?


I come INBOUND MARKETING

L’Inbound Marketing è un modo di fare marketing, ma in modo alternativo. Il marketing più tradizionale viene definito Outbound Marketing questo per evidenziare il fatto che è l’azienda a contattare i consumatori mediante i messaggi che gli invierà. Rispetto all’outbound, l’inbound marketing ha un ragionamento inverso: non siamo “noi aziende” a voler trovare consumatori, ma sono i consumatori che ci devono trovare.

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Oh Gosh, They found us!

Questo fa si che si diminuisca l’Interruption, ovvero l’interruzione (nonché il fastidio) di un programma televisivo a seguito di uno spot, provocata dall’outbound marketing e che venga a crearsi così il Permission Marketing grazie all’inbound marketing.

 

L come LOVEMARKERS

Cosa significa essere un Lovemarks?
Significa aver raggiunto il cuore e la fiducia incondizionata del consumatore.

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Il grafico sopra riportato mostra due assi: rispetto ed amore. Essere un lovemarks vuol dire che il nostro consumatore sarà disposto a fare sacrifici per ottenere i prodotti del nostro brand.
In poche parole significa essersi distinti come Brand, rispetto a tutti gli altri; questo genera un vantaggio competitivo non da poco.

Vantaggio competitivo 
“E’ il vantaggio di un’impresa di presidiare, sviluppare e difendere nel tempo, con maggiore intensità dei rivali, una capacità market driving o una risorsa critica che possono divenire fattori critici di successo“.

– Enrico Valdani

 

M come MARKETING

Banale penserete voi, ma così non è.
Il concetto di marketing nasce all’inizio del 1910, ed in tutti questi anni ha avuto una certa evoluzione.
Oggigiorno, il Marketing è un’attività generativa perché ha lo scopo di creare e dare un’identità al proprio consumatore; vuole dare la possibilità, a chiunque di poter esprimere se stesso.

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Un po’ come si fa quando si costruisce qualcosa della lego; mattoncino dopo mattoncino.

Se siete interessati alla nascita del marketing vi invito a dare un’occhiatina QUI!

 

N come NONUSERS

Nonusers significa letteralmente: non utilizzatori.
Si avete capito bene! Sono i non utilizzatori di una certa categoria di beni, una nicchia di non consumatori; per il marketing sono fondamentali perché se ben analizzati e informati possono costituire un nuovo segmento di potenziali consumatori.

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O come OPINION LEADER.

Chi studia marketing, ma soprattutto comunicazione, tende le orecchie non appena sente questo termine: OPINION LEADER, bam.
Occhi a cuoricino.

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Un po’ come la fantastica Sailor Moon!

Ma allora? Cosa sono? Con il termine Opinion Leader, si intendono quelle persone che con le loro opinioni influenzano gli acquisti di tanti. Ma quindi sono degli influencer?
O sono gli influencer ad essere un’evoluzione degli Opinion Leader?
Assolutamente NO ad entrambe le domande.
Gli Opinion Leader sono “colpiti” dai media e successivamente vanno ad influenzare la massa tramite la loro opinione accurata e specializzata; gli Influencer parlano o mostrano prodotti di cui non sono esperti e creano contenuti per influenzare i followers all’acquisto.

P come PUBLIC RELATION.

No no, non parliamo di quei PR delle discoteche.

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Quelli che vendono biglietti, rilasciano i pass, pubblicizzano gli eventi e prendono le prenotazioni…

… ma di chi si occupa di gestire le relazioni con i soggetti coinvolti in azienda: giornalisti, opinion leader, testimonial (tanti altri). Si occupa della comunicazione e dei rapporti che ha l’impresa ed inoltre ha il compito di migliorare il brand, nonché di proteggerlo in caso di crisi.

Q come QUOTA DI MERCATO.

Non dimentichiamo che uno degli scopi del marketing e di tutte le aziende, è quello di mantenere quote di mercato e o acquisire il possesso della maggior parte della percentuale del mercato.

 

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“Il Mio Mercato!”

R come REASON WHY.

Quando acquistiamo un prodotto quello che ci chiediamo è: “perché dovrei acquistare questo determinato prodotto?”.

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L’espressività di Britney ❤

Ecco, chi lavora in marketing e comunicazione deve sempre sapere qual’è la reason why, sapere il perché il consumatore deve acquistare e lo deve comunicare in modo ottimale a quest’ultimo.

 

S come SOCIAL MEDIA MANAGER.

Chi sono? Cosa fanno? Molti dicono che fanno nulla, ma tanti non sanno che dietro questa figura ci sta… l’ombra!
Il social media manager è un professionista che lavora con i social, e che ha il compito di curare la presenza di un brand all’interno dell’internet.

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Un po’ come l’estetista che ti fa la ceretta!

 

T come TARGET.

Il target è uno degli elementi fondamentali del marketing, questo perché se l’azienda si rivolge al target sbagliato, probabilmente i risultati saranno catastrofici.

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Questo significherà: perdita di tempo, di risorse e mancato recepimento del messaggio. Quindi il target è quell’insieme di persone che hanno gli stessi desideri insoddisfatti e sono quelle persone a cui è rivolto il messaggio di marketing e di comunicazione.

 

U come UNIQUE SELLING PROPOSITION

L’unique selling proposition o anche chiamato USP è un acronimo tanto amato da pubblicitari e da tutte quelle persone che si occupano di comunicazione.
E’ un modello formulato da Rosser Reeves negli anni ’40, il quale afferma che per far si che la pubblicità sia efficace, essa deve essere costruita attorno ad una sola ed unica grande proposta di vendita.

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Non parliamo della proposta che ha fatto Fedez alla Ferragni!

V come VIRAL MARKETING

Chi non conosce il viral marketing? Quanti vedendo un video dicono: “ma è virale!”.
Ecco il viral marketing è quella branca del marketing che si propone di creare contenuti virali da condividere sui social, in modo da sfruttare la rapidità che esso ha nel raggiungere velocemente le persone.
In pratica, un passaparola 2.0!

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Sparlare della vicina poco sobria, non è Viral Marketing! 🙂

 

Z come ZORRO

Niente, non sapevo cosa mettere nella Z, dato che termini di marketing e di comunicazione non credo esistano con questa lettera.
Quindi Z come ZORRO. E chi non amava Zorro….
Però questo Antonio Banderas prima ci piaceva un po’ a tutte, un po’ meno da quando fa le pubblicità per Mulino Bianco.

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Prima! 
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Dopo!

 

Questo è tutto per oggi, ragazzi, spero che l’articolo vi sia piaciuto! Fatemi sapere cosa ne pensate e se avete qualche dubbio non esitate a contattarmi!

Noi ci vediamo domani con la seconda parte del calendario della Kiehl’s mentre l’appuntamento con il marketing torna mercoledì prossimo.
Markettari e non, non mancate!

La Cometa di Harley

 

 

 

Posted by:lacometadiharley

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