Buonsalve Comete,
oggi è lunedì e questo è un articolo speciale. Speciale perché? Perché come sapete, ieri abbiamo votato e perché oggi sono ufficiosamente tornata alla ribalta sul mio blog!
Saltiamo i convenevoli: allora, avete votato? Avete votato consapevolmente?
Avete anche voi letto i risultati e vi state chiedendo: “e mo’, che succede?!”.
Bene, allora questo articolo fa proprio per Voi.

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Questa campagna elettorale è stata magica e senza esclusione di colpi. Tante le cavolate scappate, tanti i temi affrontati, tanta ignoranza, tante promesse, tanta prepotenza e tanto schifo; ma finalmente il 4 marzo è passato, ed ora si spera che i toni politici e non, abbasseranno la cresta.

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Ma prima di iniziare, vorrei fare una riflessione.
Il Diritto di voto nel nostro Paese è un diritto costituzionale, ovvero stabilito e garantito dalla nostra Costituzione, la quale sottolinea alcuni principi come: il voto è personale, eguale, libero e segreto. Oltre ad essere un diritto, è anche un “dovere civico”.
E’ importante fare questa riflessione poiché, il suffragio universale (diritto di voto rivolto a tutti i cittadini, maschi e femmine, di età superiore ai 18) avvenne solo nel 1945.
Solo 73 anni fa, conquistammo questo diritto.
E prima di allora le cose erano un po’ diverse.
Con la conquista del diritto di voto, abbiamo acquisito la “sovranità”, espressa nell’articolo 1 della Costituzione.

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Questa sovranità viene esercitata tramite il diritto di voto.

E’ fondamentale fare un appunto: NOI, CHI ELEGGIAMO?
Potrete pensare che questo sia banale, ma non lo è. Spesso mi è capitato di sentir dire, da giovincelli e non, che noi Italiani non abbiamo eletto l’attuale Governo…

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“Ma che, davvero?”

Mi spiace ogni volta spezzare il cuore a coloro che pensano che l’affermazione fatta sia vera; ma bisogna che qualcuno glielo dica…

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NOI NON ELEGGIAMO IL GOVERNO, MA IL PARLAMENTO.

Okay, ora che l’ho detto, mi sento meglio.
Facciamo un passo avanti: il PARLAMENTO.

BREVE SINTESI. Il Parlamento:

  • organo a cui spetta la funzione legislativa dello Stato
  • composto da due camere (bicameralismo perfetto, ovvero fanno le stesse cose ste benedette camere) – Camera e Senato
  • Camera dei Deputati, votata da tutti i cittadini 18enni e composta da 630 deputati
  • Senato della Repubblica, votata da tutti i cittadini di età superiore ai 25 anni e composta da 315 senatori
  • periodo di legislatura di 5 anni

Se voleste avere più informazioni dettagliate, vi invito a cliccare QUIII.

Ogni 5 anni (o prima, qualora il Presidente della Repubblica sciolga anticipatamente le camere), gli elettori dai 18 anni in su, sono chiamati alle urne per votare il Parlamento; ma quest’anno lo faremo con una nuova leggere elettorale: Rosatellum Bis, approvata solo nell’ottobre del 2017.
Io adesso mi immagino che molti non si siano neanche posti il problema della legge elettorale, ma in realtà tutto dipende da essa; quindi diamo il via allo spiegone sul funzionamento della legge elettorale.

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“Ecco che ricomincia…”

La nuova legge elettorale si basa su due sistemi: uno maggioritario ed uno proporzionale, anche detto, sistema misto, che verrà utilizzato sia per la camera che per il senato in modo uguale (prima invece si aveva una legge elettorale per la Camera ed una per il Senato).

Partiamo dalla Camera: 630 seggioline.

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Poche vero? Hahahahah

Il primo sistema ad essere utilizzato è quello maggioritario.
Il 37% della Camera verrà eletta con sistema maggioritario (232 seggioline), e andranno a sedersi coloro che vinceranno al collegio uninominale, escludendo così gli avversari.
Il 61% della Camera verrà poi eletta con sistema proporzionale (386 seggioline) ripartite tra tutti quelle coalizioni o singole liste che hanno raggiunto la soglia del 3% a livello nazionale e che farà riferimento ai seggi plurinominali.
Il 2% dei seggi della Camera sono destinati al voto degli italiani all’estero e viene assegnato con sistema proporzionale.

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Rappresentazione grafica della disposizione della Camera.
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Non avete capito vero?

Proviamo a spiegarlo meglio.

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Gigino, Ermenegildo, Ovaldino e Hofinitolafantasia sono tutti candidati di collegi uninominali sostenuti da un partito o da più partiti. Secondo il sistema maggioritario, se tra tutti i candidati dei collegi uninominali, dovesse vincere Gigino, tutti gli altri candidati verranno esclusi e non potranno rientrare nel 37%. Per la restante percentuale della Camera (61%), le seggioline verranno ripartite tra i voti ricevuti da singole liste o coalizioni in modo proporzionale.
La medesima cosa varrà per il Senato, medesime percentuali ma con numero di seggioline ridotte, dato che i Senatori sono solo 315.

Ma facciamo un ulteriore passo avanti, una volta avvenuto lo spoglio di tutte le schede elettorali ed evidenziate le percentuali di ogni singolo partito, Io non inizierei a cantar vittoria, perché il bello viene adesso.

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Quando una forza politica o un partito raggiunge percentuali maggiori rispetto alle altre forze politiche, ma non raggiunge il fatidico 40%, sarà impossibile, a meno che non si facciano alleanze, formare un governo stabile.
Dopo aver eletto il Parlamento, si ha la necessità di formare un Governo che sappia dare una certa stabilità e che abbia la fiducia del parlamento. Ma andiamo con calma, come si forma il Governo?

Il governo non viene eletto direttamente dai cittadini, ma il compito di eleggere il Presidente del Consiglio spetta al Presidente della Repubblica che cercherà di  nominare un esponente politico che abbia un certo consenso nel Parlamento. Una volta nominato, il Pdr gli dice:”Oh, proponimi dei ministri”.

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Non gli dice così, ma funziona così. Hahah

Il compito del Presidente del consiglio è quello di proporre i ministri, i quali potranno essere accettati o meno dal Presidente della Repubblica. L’iter andrà avanti fin quando tutti i Ministri non verranno nominati dal PDR.

Una volta nominati ufficialmente il Presidente del Consiglio ed i rispettivi ministri, la patata bollente passa nelle mani del Parlamento, per l’esattezza dopo 10 giorni dalla formazione del Governo.
Perché? Perché è il Parlamento che deve votare la fiducia o presentare mozione di sfiducia al Governo. Se tale fiducia non viene accordata, beh, vi lascio immaginare!

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Detto questo, l’iter è piuttosto lungo ed intricato, ma non impossibile da comprendere.
Spero di esservi stata d’aiuto, e mi raccomando: SIATE INFORMATI, ma soprattutto non fate festini per la “vittoria”, stiamo parlando del Governo, non di una partita di calcio!

La Cometa di Harley

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Posted by:lacometadiharley

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