Buongiorno Comete,
siamo finalmente a venerdì ed un’altra settimana è andata! Ora inizia il weekend, quindi…cosa farete? Gita da qualche parte? Relax? Ve la gratt….ugerete?

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Dato che oggi è venerdì, parleremo, nella rubrica “Pillole di Sapere”, di un argomento facile-facile e noto a tutti, da molti criticato, da altri elogiato e da molti ritenuto… indifferente: il fenomeno dell’INFLUENCER.

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Siamo nel 21esimo secolo, e tra gli influencer degli influencer abbiamo la nostra azzurra: CHIARA FERRAGNI.

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La regina degli Influencers?

Chiara Ferragni è una influencer italiana, conosciuta in tutto il mondo e a cui, molti brand, fanno la corte!
Ma non volevo parlare di lei, ma bensì del suo essere Influencer.

Cosa si intende con la parola Influencer? E cosa sono queste figure mistiche?

L’influencer è un utente di Youtube, Facebook, Instagram e quant’altro  che ha un certo seguito sul proprio profilo/canale e che condivide foto, video o tutto ciò che può creare o crea contenuti inerenti anche a certi brand, a cui si fa pubblicità. Ciò che cambia, per esempio, tra la pagina social di mia zia su Instagram, nella quale condivide foto del suo geranio in crescita o del suo gattino, e tra la pagina di un’utente “influencer” è il fatto che quest’ultimo con i propri contenuti e le proprie parole, influenza un altro utente.

ohvabb
C’è chi può e c’è chi non può. Hahahahah

L’influencer è un qualcosa che si rifà all’Influencer Marketing, ovvero un modo di fare marketing, che a fronte di un investimento minimo da parte dell’azienda, porta all’ottenimento di pubblicità (più o meno estesa) da parte di un soggetto che ha al suo seguito un certo numero di followers fidelizzati e quindi interessati a quello che esso/a, dice o fa.
Perché parlo di fidelizzazione? Perché in realtà, per fare l’influencer “vero”, è necessario avere un gruppo più o meno esteso di utenti (non importa il numero in realtà) che siano fidelizzati ovvero che si fidino di quello che dici.
Permettetemi una similitudine: l’influencer è come un amico.

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“Ommeoddeoo, da quanto tempo!?”

Quando un amico fidato ti dice “prova questo nuovo rossetto”, nel momento in cui avrai la necessità di comprarne uno, penserai a comprare quello che ti è stato consigliato dall’amico; ma se non ti fidi, non terrai conto del suo consiglio, del suo passaparola.
Se l’influencer ha dei followers fidelizzati, essi saranno portati ad acquistare quel prodotto perché pubblicizzato da un utente che si è guadagnato la loro fiducia; ma se l’influencer non ha ottenuto una certa fiducia da parte dei suoi followers, beh in quel caso non terrà neanche conto della sua parola.

Tutto questo per dire che le aziende sfruttano il rapporto di “amicizia”, anche se virtuale, tra Influencer e Followers per farsi conoscere.

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In cosa consiste il lavoro di un Influencer? 

Si, parlo di lavoro, perché se fatto in modo trasparente, sincero ed informato, l’influencer è un mestiere a tutti gli effetti. Il loro lavoro è quello di sponsorizzare dei prodotti, ovviamente in linea con i loro valori, e di informare gli utenti per guidarli verso certi prodotti (cosa che fa già la pubblicità e varie tipologie di marketing) che avrebbero in ogni caso comprato, per soddisfare i loro bisogni.
“Ma Cometa, che schifo, vengono pagati per influenzarci!” mi direte.
Eh no, vorrei spezzare una lancia in favore di chi fa questo come LAVORO.

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Io spezzo una matita, perché sono contro le armi!

Esistono Influencer ed Influencer: non facciamo di tutta l’erba un fascio.
In queste settimane, sono tante le persone che hanno portato alla luce comportamenti scorretti da parte di alcuni influencers che pubblicizzavano prodotti bruciagrassi, vendendoli come prodotti miracolosi o con proprietà che in realtà non possiedono. (a tal proposito vi invito a cliccare su questo LINK, dove il Signor Bressanini parla di Bruciagrassi=Fuffa)

E’ colpa degli influencers? E’ colpa dell’azienda? E’ colpa dell’utente? Io direi un po’ tutto, nessuno è escluso. Da un lato gli influencers non dovrebbero pubblicizzare prodotti miracolanti (anche perché potrebbero ricorrere a delle sanzioni) e dall’altro le aziende non dovrebbero legarsi ad influencer incapaci, che fanno della cattiva informazione, il tutto per arruffianarsi il brand.
E’ ovvio che se l’azienda, davanti ad una condotta negativa da parte dei propri influencers, se ne lava le mani, prima o poi essa perderà reputazione ed immagine.
Quindi esistono nel mondo Influencer capaci, seri e trasparenti con i propri followers, come esistono influencer corrotti, incapaci e poco trasparenti.

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Ma perché si ha tutto questo risentimento nei confronti degli Influencer?

Beh, io credo che sia lo stesso risentimento che si aveva anni fa, al lancio di YT, nei confronti dei primi Youtuber, definiti come “scansafatiche” o “buoni a nulla” da parte di molte persone.

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In realtà è tutta invidia. 😀

Ora, questo pensiero sta scemando, e si sta spostando sul fenomeno degli Influencers, anch’esse persone buone a nulla che si vendono alle aziende, che le minacciano per ottenere dei prodotti gratuiti e che vivono a scrocco.
Io non la penso così. Influenzare le persone non è qualcosa di negativo, perché sennò tutto ciò che è marketing, pubblicità, viral marketing e quant’altro, sarebbe negativo; questo perché nessuno vi costringe a comprare, NESSUNO.

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No one, no one, no one aooooo!

Siamo tutti definiti come consumatori consapevoli, con un cervello e dei bisogni da soddisfare ed è ovvio che, se la comunicazione e le informazioni che stanno dietro all’influencers o ad una campagna pubblicitaria sono errate o possono trarre in inganno, allora verremo influenzati a comprare qualcosa di cui effettivamente non siamo stati informati al 100% bene. Ma se la comunicazione e le informazioni non traggono in inganno, beh in quel caso il processo è solamente positivo!

E da qui arriviamo ad una domanda fondamentale: qualunque influencers andrà bene alle aziende?

Se si parla di un’azienda seria, con obiettivi un po’ più lunghi del “voglio farmi conoscere velocemente, per poi essere dimenticato”, la risposta è NO.

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Ovviamente…

Le aziende, sceglieranno gli influencers che rispecchino i valori aziendali ed il prodotto che andranno a pubblicizzare, ma anche alcuni requisiti, come per esempio: il grado di affidabilità dato dai followers, l’avere un certo bacino di utenza (ciò non significa avere tantissimi followers) ed il creare dei contenuti in grado di generare interazioni.
Non pensiamo che tutte le aziende siano il male o che tutti gli influencers sono pagati per raccontare fandonie! EDDAI!

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Okay, ho parlato troppo..

Con questo articolo, concludiamo questa settimana! Cosa ne pensate? Vi è piaciuto l’argomento? Aspetto vostre notizie!

Buon Weekend

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La Cometa di Harley

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Posted by:lacometadiharley

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