Buongiorno Comete,
finalmente siamo a Venerdì e con questo possiamo dire: weekend, sto arrivando!

auu
Questa sono io che corro verso il Weekend! 🙂

Ma prima di salutarci, beccatevi questa pillolina di sapere.
Di che parliamo oggi? Parliamo di qualcosa inerente la politica e l’economia…
Quindi, rullo di tamburi…

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…..
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… Forse dovrei smetterla?

Reddito di Cittadinanza.

Okay, okay, stiamo parlando di un argomento che scotta quindi le premesse sono doverose: non è mio compito dare un parere personale circa la proposta del Movimento 5S; quello che andrò a fare oggi è parlare circa la fattibilità della proposta in termini economici in modo che voi possiate poi trarne le conclusioni.

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Prego, avanti… verso questo delizioso articolo!

Alla luce del giorno dopo quello delle elezioni e al raggiungimento di tali risultati ad opera del M5S, molti cittadini, nei giorni successivi si sono recati ai vari Caf chiedendo di poter ottenere il reddito di cittadinanza.

QLomV

Cos’è questo reddito di cittadinanza? Ma soprattutto: è così facile far diventare realtà questa proposta da un giorno all’altro?
Il reddito di cittadinanza è un aiuto economico che il M5S vuole destinare a tutti coloro che non hanno un reddito o che presentano redditi piuttosto bassi (dai dati Istat si contano 9 milioni, gli italiani a rischio povertà) in modo da fronteggiare la disuguaglianza, la povertà e per promuovere il diritto al lavoro. Secondo i dati Istat, chiunque abbia meno di 780€ al mese, è considerato sotto la soglia di povertà e quindi idoneo a fare richiesta per il reddito di cittadinanza.

Lasciamo perdere tutte le questioni circa i requisiti di ottenimento e di mantenimento di questo reddito di cittadinanza, ed arriviamo dritto al punto: ma è possibile, in Italia, attuare una proposta del genere?

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Se non sai la risposta… vai avanti!

Lo Stato Italiano ha, come un’azienda: entrate ed uscite, nonché un bilancio che deve essere approvato entro il 15 ottobre di ogni anno. Le entrate dello Stato provengono dai tributi, dalle tasse, dalle imposte oppure dai redditi derivanti da attività monopolio di Stato o derivanti dai giochi pubblici; mentre le uscite a cui fa fronte uno Stato riguardano la spesa pubblica: sanità, pensioni, sussidi di disoccupazioni e/o vari, contributi e servizi.
Dalla differenza tra entrate ed uscite otteniamo quella che si chiama: SALDO.

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Ovviamente non intendo questo genere di saldi!

Se il saldo risulta essere in positivo avremo un surplus, se negativo un deficit.
“Ah, si, Cometa, stai parlando del debito pubblico?!” NO.
Debito pubblico e deficit non sono la stessa cosa: il primo si riferisce al debito che lo Stato ha nei confronti di creditori, il deficit è il risultato della differenza negativa tra entrate ed uscite dello Stato.
Ora come ora, però, qualsiasi Stato presenta un saldo negativo ed un debito pubblico elevato, ma quello non è un problema; pensate che il Giappone ha un debito pubblico maggiore rispetto all’Italia, ma nonostante quest’ultima, il Giappone ha una stabilità superiore.

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Il Giappone è troppo in alto!

Riguardo la fattibilità del Reddito di Cittadinanza, giorni fa, la Banca d’Italia si è espressa bocciando il RdC.
Perché?
Prima di tutto poiché per attuare questa proposta, bisognerebbe affrontare alcuni costi (uscite del bilancio dello Stato) e tagliarne altri perché ricordatevi: il bilancio deve quadrare (uscite=entrate).
Secondo perché disincentiva l’offerta di lavoro, dato che il sussidio sarebbe di un importo abbastanza elevato (anche se ci sarebbero limiti e regole) e questo porterebbe le persone ad offrire alle imprese meno lavoro.
Ed inoltre potrebbe agevolare l’aumento del lavoro sommerso, ovvero di lavori in nero, poiché dato il recepimento di un sussidio fisso, tali persone potrebbero svolgere lavori in nero data la disponibilità di tempo.

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Se non è chiaro, vi invito a scrivermi in direct su Instagram!

Quali possono essere le soluzioni? Per Banca d’Italia sarebbe quello di potenziare una misura già esistente ed approvata dal Pd durante la legislatura di Gentiloni, ovvero il Reddito di Inclusione.

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Ma l’Italia è l’unico paese che vorrebbe introdurre il RdC? No.
Uno dei paesi che ci ha provato è stata la Finlandia!

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Conosciuto per lo spot di “Ricola” Hahahah

Ma com’è andato questo esperimento? Fallito.
Per questo motivo vi consiglio di leggervi questi articoli: Fallimento Reddito di Cittadinanza e Governo Finlandese smentisce lo stop all’esperimento!
Ovviamente, tra il RdC italiano e quello finlandese ci sono delle differenze nette: se per esempio, il primo prevede l’iscrizione del disoccupato alle rispettive agenzie del lavoro, per il secondo questo non è d’obbligo.

Allora, cosa ne pensate di questo Reddito di Cittadinanza? Pro o contro? Fatemi sentire la vostra voce!

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Se la mini pillolina di sapere è stata di vostro gradimento, vi invito a mettere un mi piacione all’articolo e vi ricordo che potete seguirmi su instagram!

Buon weekend,

La Cometa di Harley

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Posted by:lacometadiharley

3 replies on “Reddito di cittadinanza: è davvero stato bocciato?

  1. A favore del reddito di cittadinanza, ma dovrebbero cambiare talmente tante cose in Italia, che a questo punto sono più a sfavore. Se penso a come funzionano i centri per l’impiego mi viene da rabbrividire e in una prospettiva in cui il RdC fosse collegato alla ricerca di un lavoro tramite queste strutture…bè, infattibile. Deve cambiare tutto il mondo del lavoro, che è davvero uno schifo ^^

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    1. Ma a questo punto basterebbe potenziare il reddito di inclusione e migliorare la struttura dei centri di impiego! Ma i punti a sfavore sono molti: economia sommersa e quindi aumento del lavoro in nero ma soprattutto disincentiva l’offerta di lavoro e questo non gioverebbe all’economia…!

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      1. Ah sì, bè infatti! Non ho scritto tutto perché ci sarebbero molte cose da dire…compreso lo sfruttamento con il lavoro in nero, come dici tu. Se già adesso esiste gente che paga un lavoratore 6,4 euro l’ora, non oso immaginare in uno scenario senza regolamentazione!

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